Nel Piemonte, molte sono le iniziative nate a sostegno delle tesi espresse dalla Coldiretti:
- l’utilizzo dei prodotti locali nelle mense scolastiche,
- le vendite dirette in cascina,
- l’apertura di punti vendita produttore-consumatore,
- i distributori di latte,
- l’espansione dei farmers’ market,
- l’apertura di settori specifici all’interno dei grandi supermercati.
Utilizzo di prodotti locali nelle mense scolastiche
Un esempio particolarmente significativo rispetto all’utilizzo dei prodotti a km 0 nelle mense scolastiche è quanto sta accadendo alla mensa del Politecnico di Torino, la prima struttura di grandi dimensioni (circa 1.500 utenti al giorno) in cui si sperimenta la filiera corta. I prodotti ortofrutticoli provengono principalmente dalle province di Cuneo e Asti. Trattandosi di prodotti stagionali, con l’avvio della primavera anche la gamma di prodotti disponibili sarà maggiore ed è stata introdotta anche la possibilità di degustare il latte del distributore collocato temporaneamente da Coldiretti nel parcheggio interno.
Il Rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo ha così commentato in un articolo apparso sul web: “Il Politecnico di Torino è un ateneo internazionale ma radicato sul territorio e per il territorio, a 360°. Noi non siamo nuovi alle sperimentazioni, fa parte del nostro DNA e amiamo misurarci e confrontarci a tutto campo. Questa iniziativa ne è un esempio e riteniamo che essere parte attiva nella regione significhi anche contribuire a valorizzare i prodotti del territorio, che si tratti di formazione, di ricerca, di prodotti industriali o eno-gastronomici. Ben vengano dunque i prodotti della filiera corta nella nostra mensa che fra l’altro contribuiscono alla tutela dell’ambiente, tema a noi assai caro”. Nello stesso articolo, Giorgio Ferrero, Presidente sezionale delegato al Movimento provinciale giovanile della Coldiretti ha aggiunto: “Crediamo fortemente che scegliere prodotti di stagione e tipici sia più sano per tutti: per i consumatori e per l’ambiente. La sperimentazione al Politecnico ha per noi un significato molto forte perché si svolge in uno dei luoghi in cui si fa cultura per eccellenza, ed è proprio da questo elemento che noi vogliamo partire. Vogliamo contribuire a sviluppare la cultura del mangiar bene e sano!”
Punti vendita produttore-consumatore
Sempre nella nostra zona, accanto al proliferare di grandi cartelli in prossimità delle aziende agricole che pubblicizzano la vendita diretta in cascina, sono presenti altre particolari realtà, per esempio l’apertura di punti vendita direttamente in città per i prodotti di una determinata azienda agricola.
E’ quanto ha fatto una giovane imprenditrice agricola, ex-studentessa della scuola Agraria di Osasco, che ha da circa 1 anno aperto un piccolo negozio a Pinerolo in cui vende i prodotti della propria azienda agricola a Bricherasio.
Il negozio si chiama “Le bontà dell’orto” e vende frutta, verdura di stagione e piantini da orto e da fiore. Dal produttore direttamente al consumatore.
“Gli affari girano bene”, racconta Debora Rosano ( la proprietaria), “ ma il problema principale è far capire ai clienti che non possono pretendere di avere ogni tipo di prodotto a propria disposizione. Noi raccogliamo quello che ci serve al mattino presto per presentarli freschi sugli scaffali del negozio. Ma questi prodotti nascono dalla terra, e seguono determinati cicli vegetativi. La gente non capisce che non può pretendere di trovare le fragole in pieno inverno perché le temperature del nostro territorio non lo consentono.” Questo è uno degli ostacoli più difficili da superare, perché è complicato tenere testa alle grandi distribuzioni che propongono prodotti da tutto il mondo in qualsiasi momento. Ma i consumatori dovrebbero imparare a seguire la stagionalità dei prodotti, in modo da mangiare sano e bene, in armonia con le stagioni e con il territorio in cui vivono.
La giovane imprenditrice mi ha raccontato le difficoltà incontrate prima che il punto vendita fosse effettivamente operativo: ci sono voluti 6 mesi di compilazione di carte e di burocrazia prima che il negozio potesse finalmente aprire al pubblico, a fine aprile 2009; ha dovuto superare diversi scontri con l’Asl sull’adeguamento dei locali alle norme igienico-sanitarie, ha infatti dovuto sostituire tutti gli scaffali che aveva già installato perché non conformi; ha dovuto ritinteggiare le pareti perché doveva essere utilizzata una vernice lavabile e ha dovuto effettuare diversi altri cambiamenti con dispendio economico e di energie.
Inoltre, in qualità di giovane donna agricoltore, ha provato a richiedere i contributi dalla PAC, ma è stato impossibile perché avrebbe dovuto ricostruire da capo l’intera azienda, comprare nuovi tutti i macchinari quindi ricominciare da capo l’intera attività per poter avere accesso ai fondi.
Le aspettative di Debora sono semplici, vorrebbe continuare il suo lavoro, magari ampliando ulteriormente il suo giro di clienti e cercando di far capire l’importanza del rispetto della stagionalità dei prodotti agricoli.
Le vendite dirette in cascina
Un numero sempre maggiore di aziende agricole sta aprendo punti-vendita direttamente in cascina.
L’azienda agricola Bramante è un modello ideale di vendita diretta dei propri prodotti. Situata nel comune di Giaveno, in val Sangone, l’azienda alleva, in 50 ha di terreno,bovini da latte che vengono poi macellati a fine carriera e suini. Possiede infatti 180 vacche di razza frisone, 15 tori piemontesi e 24 maiali.
È dotata di un punto vendita adibito alla commercializzazione diretta dei prodotti del caseificio, del salumificio e del latte fresco ( tramite distributore).

È dotata di un punto vendita adibito alla commercializzazione diretta dei prodotti del caseificio, del salumificio e del latte fresco ( tramite distributore).
Nel 2005 hanno ampliato il locale di vendita che ora ha una grandezza di circa 50 mq con un banco frigo per i formaggi, un banco frigo per la carne e i salumi, un armadio frigo fatto a vetrina e un banco frigo per i gelati.
Ogni mattina nel caseificio vengono trasformati circa 15 q di latte, e i restanti vengono conferiti all’Abit. I prodotti venduti sono 38 e i principali sono: tomini freschi, primo sale, mozzarelle, scamorza, robiole, yogurt, budini, stracchino, caciotte, taleggio, tome, gelati.
Inoltre i Bramante hanno anche inventato prodotti particolari, formaggi e creme come la “Giavenese”, il “Blu di Giaveno”, l’ “Antica robiola giavenese”, la “Dietella”. In realtà, questi prodotti non sono nuove invenzioni, ma semplicemente il risultato di vecchie ricette tradizionali adattate ai gusti della nuova clientela.
Dal 2008 è presente anche un salumificio in cui vengono prodotti insaccati con carni esclusivamente di bestie di proprietà dell’azienda.
Anche i prodotti del salumificio vengono venduti nel punto vendita: salame crudo e cotto, salsiccia, hamburger, rolatine, rolata, lardo, pancetta, coppa, “fratin” (frattaglie di maiale).
Di fianco all’azienda hanno anche un piccolo negozio che vende frutta e verdura di propria produzione. La scelta non è ampia in quanto vengono venduti solo prodotti di stagione.
Per ottimizzare al massimo le vendite, vengono commercializzati anche prodotti tipici della Val Sangone come la Birra Alenghe di Coazze.
Questo è un altro esempio di come riuscire a mangiare sano senza fare tanti km, ma soprattutto sapere cosa si mangia, perché chiunque può andare in azienda e vedere come le bestie sono allevate e curate.
I distributori di latte
Un’altra interessante esperienza ormai collaudata nel torinese è la distribuzione del latte direttamente al cliente attraverso apposita macchina distributrice, la “milk machine” appunto.
I distributori di latte crudo in provincia di Torino sono una quarantina, numero in continua crescita.
Il latte crudo che vi è distribuito è un prodotto esclusivo delle aziende agricole locali. Fare il ‘pieno’ è possibile con una bottiglia riutilizzabile che viene riempita di latte dopo aver inserito l’importo nella macchinetta distributrice, con un risparmio che arriva al 40 per cento rispetto al normale prezzo del latte fresco in vendita, senza contare l’aspetto di salvaguardia ambientale rappresentato dalla mancanza di confezione usa e getta. La rapida diffusione dei distributori automatici di latte fresco è frutto dell’interesse comune di allevatori e consumatori a ridurre le intermediazioni, combattere le speculazioni e garantire una remunerazione adeguata agli allevatori con prezzi convenienti per gli acquirenti.
Nei distributori è possibile acquistare latte crudo ottenuto direttamente dalla mungitura e non trattato termicamente, a differenza sia del latte fresco pastorizzato sia di quello a lunga conservazione (Uht). Infatti su ogni macchinetta è presente la scritta “Bollire prima del consumo”.
Si tratta di una interessante possibilità per chi non si accontenta delle offerte tradizionali (Uht o pastorizzato) e vuole invece gustare latte freschissimo tutti i giorni, naturalmente in linea con le normative igienico-sanitarie in materia. Il consumo di latte crudo è virtuoso perché rispetta l’ambiente: pochi chilometri separano la vacca che l’ha prodotto dalla tavola dei consumatori.
Il riutilizzo dei vuoti produce meno rifiuti. Il latte crudo è un alimento vivo, ricco di fermenti lattici che agiscono da stimolanti del sistema immunitario e della flora intestinale. Il latte crudo è più ricco di proteine, vitamine e amminoacidi essenziali rispetto a quello pastorizzato. Le aziende agricole abilitate alla vendita diretta di latte sono autorizzate dal Servizio sanitario pubblico competente, hanno allevamenti controllati e devono rispettare correttamente precise e rigide norme di autocontrollo, con analisi periodiche per la costante verifica dei requisiti qualitativi ed igienici del proprio latte. La vendita, infatti, può avvenire solo se il latte rispetta le norme sanitarie indicate dalla legge e se supera i controlli del Servizio sanitario sull’intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione.






I prodotti a km 0 all’interno dei grandi supermercati
Un’altra interessante idea è quella creata in alcuni supermercati, con la creazione di specifici settori che commercializzano i prodotti locali.
Sopra ogni prodotto c’è scritta la provenienza e piccole informazioni sulla azienda che li produce.
I cibi sono tutti freschi e provenienti da zone poco distanti dal centro commerciale.
È da far notare che questi prodotti non sono nascosti in un angolo, ma al contrario sono ben esposti al centro della sala, con indicazioni molto visibile e appariscenti.







