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Vantaggi del Consumo di Prodotti Km 0

Perché decidere di mangiare i prodotti che derivano da una filiera corta?

I motivi sono tanti e vari:

  1. Il cibo locale ha un gusto superiore – Frutta e verdura prodotte il più vicino possibile alla tavola dove saranno consumate sono state probabilmente raccolte due o tre giorni prima, raggiungendo un alto grado di maturazione. Il frutto sarà turgido, dolce e profumato proprio come il raccolto di chi  ha la fortuna di coltivare un suo proprio orticello. Spesso i tempi di trasporto ritardano di una settimana il passaggio tra la terra e il piatto facendo perdere freschezza e vitalità ai cibi freschi.
  2. La produzione locale è migliore per  la nostra salute – Recenti studi dimostrano che i prodotti freschi perdono velocemente i loro nutrienti. Mentre i cibi che vengono surgelati o  messi in scatola subito dopo la raccolta sono freschi, ma restando in giro per settimane fra celle refrigerate e trasporti, perdono le loro qualità. La filiera corta garantisce, inoltre, la rintracciabilità del produttore con maggiori garanzie sulla freschezza dell’alimento.
  3. Il cibo locale salvaguardia la biodiversità agraria – Nella moderna pratica agricola, le varietà vegetali per uso alimentare che vengono coltivate sono scelte sia per la loro attitudine a maturare simultaneamente così da consentire la raccolta meccanica, sia per la loro capacità di conservarsi più a lungo, ed esempio perché dotate di buccia più dura o maggiore quantità di cellulosa nella fibra. Le aziende che fanno invece vendita diretta sul mercato locale necessitano,  al contrario, di piante dotate di caratteristiche opposte, molte delle quali appartengono alle vecchie varietà storiche. Spesso hanno una lunga stagione produttiva, possono avere una buccia più sottile che non è più un limite ma rappresenta un vantaggio perché fa trasparire colori più vividi alla luce naturale e migliora il sapore per lo scarso contenuto in lignina. Queste vecchie varietà contengono una genetica ereditata da centinaia di anni e selezionata naturalmente da generazioni di contadini proprio per la loro produttività, resistenza e bontà. Esse sono la base genetica che ci darà la possibilità di creare varietà resistenti ai cambiamenti climatici in arrivo.
  4. Il cibo locale è esente da OGM – Le multinazionali dell’agrochimica, che stanno cercando di imporre sul mercato internazionale le sementi di cereali e di ortaggi geneticamente modificati, incontrano i favori solo delle grandi aziende votate alle monocolture. Dalle attuali statistiche risulta che quasi il 90% degli europei vorrebbero l’etichettatura obbligatoria sul’OGM, per poterli riconoscere ed evitare. Sono quindi i cittadini a desiderare cibi seminati e cresciuti secondo natura. L’acquisto diretto dall’azienda dà la possibilità di controllare la buona fede di chi coltiva e quali sementi utilizza.
  5. Il cibo locale sostiene le  aziende agricole a conduzione familiare – Meno del 4% degli occupati italiani lavorano in agricoltura e sono migliaia le aziende agricole che ogni anno chiudono i battenti perché le giovani generazioni non possono subentrare nella gestione per mancanza di reddito. Il prezzo dei cibi è formato attualmente dal 10% dai proventi all’agricoltore che li ha prodotti, circa il 15%  dalle spese di trasporto e tutto il resto dal compenso agli intermediari.  Una parte rilevante del reddito di molti agricoltori è dato invece dai sussidi della Comunità Europea che però sono sempre più  sottoposti a graduali tagli per mancanza di fondi e che, una volta ridotti, metteranno molte aziende nella condizione di chiudere. I contadini sono quindi una sorta di “specie” a rischio. Gli agricoltori locali che possono vendere i loro prodotti in azienda e ottenere così un prezzo pieno, sono in grado di affrancarsi dalla dipendenza  dai sussidi e di evitare di essere “strangolati” dalla morsa del mercato, potendo così continuare a sostenere le loro famiglie, a fare il lavoro che amano e a far vivere il territorio dove abitano.
  6. Il cibo locale costruisce le comunità – Quando si acquista il cibo direttamente dal produttore agricolo si crea un filo diretto tra la realtà  produttiva e le persone. Questo movimento ha dato origine a molte forme di collaborazione spontanea come l’agricoltura comunitariamente supportata, i gruppi di acquisto solidali (GAS) e i mercatini o le fiere di piazza. Grazie alla vendita diretta il cibo prende una “faccia”, creando una stretta collaborazione tra contadino e cittadino. Inoltre i bambini crescono conoscendo la provenienza dei cibi e la loro stagionalità di produzione, conoscenza che purtroppo per i bambini che vivono in città è tutt’altro che scontata.
  7. Il cibo locale salvaguarda gli spazi aperti – Dove  la vendita diretta viene incrementata,  le terre coltivate avranno uno sviluppo maggiore e saranno difese dall’erosione e dall’inselvatichimento Le campagne saranno coltivate, ricche di fioriture spontanee e di verde, più piacevoli anche dal punto di vista paesaggistico. Nelle aree dove l’agricoltura è in abbandono le coltivazioni si rarefanno, le frane aumentano e la vita nei piccoli paesini si spegne per spopolamento. Ogni volta che si acquista cibo in azienda, soprattutto nelle aree montane, si contribuisce a conservare il paesaggio rurale.
  8. Il cibo locale contribuisce alla ricchezza del paese - Le aziende agricole danno di più allo stato (in tasse) di quanto non richiedano sotto forma di servizi infatti, mentre nelle aree urbane se lo stato incassa  1 euro di tasse ne spende 1,17 sotto forma di servizi, nelle aree rurali per ogni euro di tasse incassate spenderà solo 34 centesimi in servizi. (citare la fonte, chi lo dice?   Per non essere interrotta da azza).
  9. Il cibo locale sostiene un ambiente pulito e la biodiversità – Una azienda familiare ben gestita trova le sue risorse nel terreno fertile e nell’acqua pura. Prevenire l’erosione dei suoli con colture da sovescio e arricchire il loro contenuto in humus con delle concimazioni naturali rappresenta dunque una pratica agricola vantaggiosa. Secondo alcune stime circa il 13% delle emissioni di carbonio delle lavorazioni industriali possono essere assorbite dalla biomassa delle colture da sovescio. Inoltre l’abbandono della monocoltura per far spazio a un intreccio di differenti colture che possono comprendere fieno, frutti, ortaggi, bosco e siepi creano un perfetto sistema ecologico nel quale trova habitat la fauna selvatica.
  10. Cibo locale come risorsa per il futuro – Sostenendo gli agricoltori che fanno vendita diretta si può dare un futuro a coloro che saranno gli agricoltori della nostra società di domani e le future generazioni avranno accesso a cibo nutriente, saporito e abbondante.

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